venerdì 8 settembre 2017

PENNY, 2 mesi, cerca casa


20 agosto 2017 è il giorno in cui è stata trovata  PENNY, abbandonata vicino al cancello di casa della nostra volontaria. Un pianto disperato ed era li impaurita dalla strada, dai rumori e dal traffico dei vacanzieri! 
Probabilmente abbandonata in mattinata da una delle tante macchine in partenza per le vacanze. Contattati i vicini, nessuno l'ha riconosciuta nè vista mai in giro. 
E' stata subito sottoposta a controllo veterinario ed è in buona salute. 
Ha 2 mesi ed è abituata alla casa, conosce la lettiera e mangia croccantini. Si trova a Salerno. 
Si affida a seguito controlli di rito e libretto sanitario in regola. 
Per infoinviare mail a infoaacli@gmail.com


 




ALBACANIS - MARY, 3 anni, cerca casa



Appello trasmesso dall'Associazione Albacanis:

La nostra bellissima MARY è una meticcia di taglia medio piccola di circa 3 anni. Mary si trova in rifugio in provincia di Salerno da molto tempo ormai ma, per fortuna, non ha perso il suo carattere allegro e solare. È molto buona, affettuosa e simpatica. Dopo un momento iniziale di corse e saltelli, si tranquillizza non lasciando però il sorriso che ha sempre sul suo dolce visino. 
Mary è già sterilizzata e verrà affidata in Campania e nel centro nord Italia sverminata, vaccinata e microchippata. 
Per ulteriori informazioni o chiarimenti contattateci senza esitazione: 320.4181509 - 348.2820940. Mail: albacanis@libero.it 




ALBACANIS - GIUSY, 3 anni, cerca casa



Appello trasmesso da Albacanis:

Questa dolce e piccola cagnolina di 3 anni si chiama GIUSY e faceva parte dei nostri tesori in rifugio in provincia di Salerno. Tempo fa è risultata positiva a leishmaniosi e l'abbiamo portata in stallo a casa Albacanis, ad Albanella (Salerno). 
Ora, Giusy sta benone e ha davvero tanto bisogno di una famiglia da amare. Giusy è tranquillissima, discreta, equilibrata, non sporca in casa, fa i bisogni all'aperto e in passeggiata è educata senza tirare il guinzaglio. È davvero un'amore di cagnolina e noi non riusciamo più a dedicarle le giuste attenzioni per via del lavoro e delle troppe emergenze che abbiamo ogni giorno. 
Aiutateci a trovarle una casetta! 
Giusy è davvero minuta di costituzione ed è già sterilizzata. 
Per qualsiasi informazione o chiarimento chiamateci senza esitazione: 320.4181509 - 348.2820940 - 328.8666938. (whattsapp attivo). Mail: albacanis@libero.it 





TOBIA, cucciolo dolcissimo in cerca d'amore


TOBIA spezza il cuore, è solo un cucciolo, ha meno di 1 anno di età  e già ha conosciuto la cattiveria umana. Tobia è un brachetto, non idoneo alla caccia, motivo per cui è stato abbandonato in montagna in provincia di Salerno. 
Accalappiato ad Albanella (Salerno) si trova, ora, in rifugio in provincia di Varese, grazie alle volontarie dell'Associazione Albacanis che si sono occupate dell sua sorte. 
Tobia e un taglia piccola dolcissimo e molto affettuoso . Va d'ccordo con tutti. 
Viene affidato in Lombardia e città confinanti. No cane da guardia No Cacciatori No vita da solo in giardino.
Per Info : Associazione Una Luce Fuori dal Lager 3381658329 oppure 3339521373





ALBACANIS - LILLO, 2 mesi, cerca casa



Appello trasmesso da Albacanis:

Il piccolo LILLO è un cucciolo tenerissimo che abbiamo recuperato dalle strade di Albanella (Salerno) pochi giorni fa. Nello specifico, lo abbiamo trovato nelle curve di San Nicola. Ha circa 60 gg di vita (è nato indicativamente il 6 luglio) e arriverà a pesare sui 12 kg circa da adulto (potrebbe anche rimanere più piccolo ma preferiamo non sbilanciarci non sapendo chi siano la sua mamma e il suo papà).

Attualmente, si trova a casa dei genitori di Rossella Lettieri, presidente della nostra associazione, ma ve lo proponiamo fin da subito affinché possa trovare un'amorevole famiglia in Campania o nel centro nord Italia.

Lillo verrà affidato sverminato, vaccinato e microchippato. Lillo è perfettamente a suo agio in presenza dei suoi simili e dei gatti.

Per qualsiasi informazione o chiarimento scriveteci in privato, chiamateci ai nr. 320.4181509 - 348.2820940 (whattsapp attivo) oppure mandateci una mail all'indirizzo albacanis@libero.it 



ALBACANIS - Cupido, Mari e Giusy - taglie piccole cercano casa



Appello trasmesso da Albacanis: 


CUPIDO, MARY e GIUSY sono tre dei nostri cagnolini ancora in cerca di casa. Hanno circa 3 anni e sono di taglia piccola (le femminucce) e medio piccola (il maschietto).

CUPIDO è un dolce cucciolone ritrovato abbandonato a soli pochi mesi di vita e pieno di rogna, ora è cresciuto, è diventato un maschietto bello e forte. 

MARY è una simpatica meticcia molto allegra e vitale, sana e già sterilizzata.

GIUSY, invece, è una cagnolina molto tranquilla, amante del divano e della tranquillità. Si trovava in rifugio anche lei ma molti mesi fa la presidentessa della nostra associazione l'ha portata a casa sua in stallo per curarla dalla leishmaniosi (ora sta bene e i valori sono rientrati nella norma). Portiamo sempre  Giusy in rifugio con noi per farle rivedere i suoi amichetti e farla giocare con loro. 

I nostri cagnolini si trovano in provincia di Salerno e verranno affidati con libretto sanitario in perfetta regola sia in Campania che nel centro nord Italia.
Per maggiori informazioni su uno qualsiasi tra loro non esitate a contattarci: 320.4181509 - 328.8666938 - 348.2820940. Mail: albacanis@libero.it



ALBACANIS - SHARON e QUEEN


 Appello trasmesso da Albacanis:

Sharon (cucciola a macchie) e Queen (cucciola nera, in preaffido) hanno circa 60 gg di vita e si trovano in provincia di Salerno. 
Ci sono state segnalate a ferragosto ad Albanella (SA), abbandonate in una scatola di cartone e soccorse da una gentilissima ragazza che le ha viste a bordo strada. Inizialmente, erano tre sorelline ma una ci ha lasciate dopo nemmeno 24 h dal momento del recupero, per via di molti fattori... Sharon e Queen, visibilmente debilitate, sono state accompagnate da noi alla clinica veterinaria H24 "San Leonardo" di Salerno dove sono rimaste fino a ieri (mercoledì 6 settembre). Attualmente, si trovano a Sala Consilina, ricoverate presso la clinica veterinaria "Salluzzi", in stallo sanitario, per permettere loro di continuare la fase di cura e vaccini da parte della gentilissima Dott.ssa Doris Salluzzi.
Stiamo già valutando una richiesta di adozione per Queen 




mentre Sharon è ufficialmente in cerca di casa. Verrà affidata sverminata, vaccinata e microchippata in Campania e nel centro nord Italia. Sharon è futura taglia grande / medio grande. 


 Per qualsiasi informazione o chiarimento scriveteci in privato, chiamateci al nr. 320.4181509 (whattsapp attivo) oppure mandateci una mail all'indirizzo albacanis@libero.it



AACLI e ALBACANIS una collaborazione attiva



Tra i tanti obiettivi della nostra associazione AACLI c'è quello di promuovere ogni forma di aiuto e assistenza nei confronti degli animali abbandonati e maltrattati, sottraendoli da numerosi pericoli con il successivo impegno di affidarli a una vita nuova mediante adozione in famiglie idonee. 

In questo lungo percorso di volontariato abbiamo unito spesso le nostre forze e i nostri obiettivi con l’Associazione Albacanis perché crediamo che la seria collaborazione tra persone e associazioni che agiscono a difesa e tutela degli esseri indifesi costituisce una forza maggiore per intervenire sul territorio in maniera più costruttiva. 

Pertanto con grande onore sulla pagina AACLI di FB e su questo blog divulgheremo e affiancheremo le iniziative e gli appelli dell’Associazione ALBACANIS nell’interesse dei tanti amici a 4 zampe che hanno bisogno di aiuto, sperando nella collaborazione di quanti hanno a cuore il grande problema dell’abbandono e del maltrattamento animale. 



Insieme a queste due stelline che oggi rappresentano per noi una grande forza e una ferrea volontà di agire insieme e sempre nella difesa delle vite innocenti, salutiamo tutti gli amici e i componenti delle nostre associazioni che rappresentano la vita dei nostri progetti e i grandi risultati da raggiungere insieme.


mercoledì 23 agosto 2017

"Animal Hoarding" ovvero "Disturbo da Accumulo di Animali": da passione a maltrattamento

L’Animal Hoarding è a tutti gli effetti  una patologia che porta ad accumulare in maniera ossessiva un elevato numero di animali, molto spesso in spazi ristretti e sovraffollati ed è considerato una forma di maltrattamento sugli animali.  I profili degli hoarders possono essere vari: c’è chi si considera amico degli animali e ne accumula in maniera compulsiva inizialmente per prendersene cura, chi si ritiene un “salvatore” perché si considera investito di una missione speciale, chi inizia ad acquistarli allo scopo di allevarli e venderli e chi se ne procura in numero sempre più elevato esclusivamente ad uso personale e per sfruttamento.  
L'hoalder nel suo sovraffollamento, non riuscendo  ad assicurare agli animali le necessarie cure sanitarie ed alimentari li costringe a soffrire di gravi malattie che possono portarli alla morte,  a litigare tra di loro per accaparrarsi il cibo sviluppando in tal modo formi gravi di aggressività.
Chi viene a conoscenza di tale situazione di maltrattamento può presentare DENUNCIA direttamente alle forze dell’ordine oppure segnalarla alle   guardie zoofile delle associazioni animaliste. 
Un'analisi approfondita è contenuta in questo interessante articolo di Egidio Morici che di seguito riportiamo, pubblicato da www.tp24.it 



"Più di una volta ci è capitato di raccontare delle storie di animali e di “animalisti” che forse avrebbero bisogno di una lettura che prescinda dalla solita contrapposizione tra idealizzazione e svalutazione che alla fine i media rischiano di veicolare, con gli immancabili commenti più o meno scomposti che spesso ne seguono sui social.
La Sicilia (ma non solo) ha spesso partorito singolari figure di eroici animalisti che in solitudine “salvano” i cani dall’indifferenza della gente e dalla sordità delle istituzioni. Figure che, anche dopo aver subito sequestri e a volte denunce per maltrattamento, spesso continuano ad occuparsi di animali, contando sull’acritico sostegno di chi non può (o non vuole) vedere al di là dei confini emotivi dei singoli casi di animali in difficoltà, ai quali comunque andrebbe dato un adeguato soccorso.
Quasi mai si considera che l’azione penale in sé, pur necessaria, non è affatto risolutiva. E che spesso queste eroiche figure salvatrici sono affette da un disturbo che si chiama Animal Hoarding.
Ne abbiamo parlato con la dottoressa Chiara Lignola, psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, che si occupa di “Disturbo da Accumulo” e in particolare di “Accumulo di Animali” presso il relativo gruppo di ricerca dell’Associazione Italiana di Psicoterapia Cognitiva.
Ha curato il capitolo sull’ Animal Hoarding del manuale “Il Disturbo Da Accumulo” a cura di Francesco Mancini e Claudia Perdighe, Edito da Raffaello Cortina 2015 e svolge attività clinica presso il Centro Pandora di Lucca e Livorno.
La nostra redazione, nel corso di questi ultimi anni, si è spesso occupata di casi di abbandono e maltrattamento di animali. Quello che però ci ha colpito di più è che, quasi sempre, i soggetti coinvolti credono di aver salvato gli animali dalla strada e spesso (almeno fino a quando non si interviene con le denunce ed i sequestri) vengono percepiti dalla comunità come degli eroi che impiegano la loro vita per il bene degli animali. Come si fa a riconoscere l’accumulatore di animali?
L'aspetto più ingannevole dell’accumulo di animali sta proprio nel fatto che può essere scambiato per un profondo sentimento di amore per gli animali e non per un effettivo disturbo non solo dagli accumulatori stessi, ma anche dalla comunità di appartenenza. Ciò può contribuire a creare cicli interpersonali che rinforzano quello che è in realtà un pericoloso comportamento patologico, sia per l’ hoarder e sia per gli animali coinvolti. Chi accumula animali generalmente lo fa con intenzioni benevole (tranne alcuni casi descritti in letteratura come hoarder sfruttatori) e spesso all’interno delle comunità assume il ruolo di salvatore degli animali, immagine che rinforza il disturbo stesso attivando dei cicli interpersonali: l’accumulatore viene così contattato per tamponare o risolvere situazioni di abbandoni e stalli, si sente chiamato a rispondere coerentemente alla sua immagine di salvatore, aumentando così il numero di animali accumulati e la credenza stessa di avere questo mandato e missione che è il centro della sua esistenza.
Come riconoscerlo? Sicuramente gli aspetti più evidenti che saltano all’occhio sono gli standard di igiene e salute nel quale gli stessi animali vivono in spazi e condizioni non adeguate, la negazione o minimizzazione del problema unita al tentativo di continuare ad accumulare ulteriori animali.
Ci può descrivere le varie tipologie di accumulatori di animali? Si tratta di un disturbo che può presentarsi anche in comorbidità con altre patologie cliniche?
La letteratura in merito distingue tre tipologie principali di accumulatori di animali
I caregiver sopraffatti acquisiscono gli animali per lo più passivamente, li considerano membri della famiglia, fino a che non avviene un significativo cambiamento nella loro vita (come la morte di un consorte, l'inizio di problemi finanziari, un'improvvisa malattia o un altro evento grave) a causa del quale non riescono più a gestirli e a prendersene cura adeguatamente.
Una seconda tipologia sono gli hoarder soccorritori, ovvero gli accumulatori di animali motivati da una missione. È la categoria nella quale rientrano la maggior parte di coloro che presentano questo disturbo. Spinti dalla missione di salvarli dalla morte e dalla sofferenza, credono di essere gli unici a poter fornire loro cure adeguate e, per questo, cercano attivamente gli animali che ritengono bisognosi del loro aiuto. Anche loro, con il tempo e con l’accrescere del non riescono più a garantire le condizioni minime di benessere e finiscono per vivere, insieme a loro, in condizioni igienico-sanitarie precarie. Paradossalmente finiscono per causare ai loro animali gli stessi tipi di problemi e sofferenze che cercano di prevenire con la loro missione.
In ultimo Frost e Steketee propongono gli hoarder sfruttatori, caratterizzati da scarsa empatia verso i loro animali e indifferenza ai danni a loro causati. Appaiono come incapaci di provare senso di colpa, rimorso o avere una coscienza sociale. L'hoarder sfruttatore può vedere negli animali solo un mezzo per raggiungere un guadagno economico (tramite l'utilizzo delle risorse raccolte in nome delle operazioni di soccorso) oppure come un mezzo per soddisfare il suo bisogno di controllo sugli altri esseri viventi, credendosi superiore a tutti gli altri. Per entrambe le ragioni acquisisce gli animali attivamente.
A questa classificazione, Patronek, Loar e Nathanson (2006) aggiungono anche l’hoarder allevatore. Anche in questo caso gli animali aumentano numericamente e l'hoarder allevatore ha sempre più difficoltà a prendersene cura. Questo però non riduce l'attività di allevamento, nonostante le vendite siano minime per le cattive condizioni in cui versano. L’allevatore difficilmente tiene gli animali in casa e mostra solo una moderata consapevolezza del problema.
Non si hanno ancora sufficienti elementi per poter dare una panoramica sulla comorbidità, anche se gli autori riportano la compresenza di una vasta gamma di condizioni patologiche nei casi gravi registrati. La presenza di credenze bizzarre (“io so comunicare con gli animali”,“solo io posso salvarlo”, “gli animali mi scelgono”), le condizioni di degrado e la mancanza di consapevolezza, suggeriscono la presenza anche di altri disturbi mentali. Certo, l'individuazione di comorbidità con altre malattie psichiatriche, risulterebbe molto importante per la comprensione e il trattamento del disturbo stesso.
Che cosa c’è alla base del disturbo?
Non esiste ad oggi un modello unico che spieghi il disturbo. Secondo la letteratura possono avere un peso nella storia di vita di queste persone esperienze deficitarie di attaccamento con le figure genitoriali, dove la relazione con l’animale può svolgere la funzione di attaccamento compensatorio. Non tutti gli accumulatori di animali però hanno avuto esperienze deficitarie durante l’infanzia, alcuni hanno subito forti delusioni nelle relazioni adulte. Le relazioni con gli animali risultano per loro più appaganti sul piano affettiv e della fiducia.
E’ qualcosa di somigliante alle tossicodipendenze o al gioco d’azzardo patologico, per cui è difficile che si possa acquisire la consapevolezza di avere un problema?
Uno degli aspetti principali sta effettivamente proprio nel grado di consapevolezza. Generalmente queste persone hanno uno scarso insight, ovvero non sono realmente consapevoli del problema. I comportamenti, i valori, i sentimenti e i pensieri espressi dagli animal hoarder sono coerenti con la loro percezione di sé come figure assistenziali.
E’ vero che questi soggetti hanno una grande capacità di manipolazione, che li mantiene per lungo tempo “al sicuro” rispetto a riconoscimento della patologia?
Non la definirei capacità di manipolazione. Direi che cercano conferme alla loro convinzione, che è quella di agire per salvare gli animali. Ammettere di star invece contribuendo ad aumentare le loro sofferenze con il proprio comportamento, vorrebbe dire mettere in discussione interamente l’immagine di se stessi come salvatori degli animali. E quindi un’enorme sofferenza.
A volte sono gli stessi comuni che affidano loro un grande numero di animali, dietro compenso e senza tanti controlli. Quanto può nuocere all’intera comunità un approccio del genere?
Probabilmente queste sono scelte che variano da comune a comune. Sarebbero utili ovviamente controlli sulle caratteristiche dell’ambiente e sul numero massimo di animali presi in carico.
Che tipo di intervento può essere tentato per curare questo disturbo? E quale potrebbe essere il ruolo dei familiari o delle persone di riferimento del soggetto stesso?
Generalmente l’intervento prevede lo sgombero forzato dopo la segnalazione ad autorità competenti. Questo porta risultati temporanei in termini di igiene e salute degli animali, ma non risolve il problema a monte di queste persone. Anzi contribuisce al decorso ingravescente e alle recidive. Gli accumulatori risultano per lo più diffidenti e poco motivati al trattamento ed interventi imposti rinforzano questo atteggiamento: l’aiuto offerto diventa una minaccia per il rapporto con i loro amati animali.
L’intervento dovrebbe prevedere la presa in carico di uno psicoterapeuta che promuova la consapevolezza del problema mettendo in luce la discrepanza tra le buone intenzioni e l’esito delle proprie azioni e suggerendo modalità più adeguate e funzionali per poter aiutare gli animali bisognosi, tenendo presente i limiti oggettivi di tale scopo. In tutto questo i familiari giocano un ruolo nella richiesta di aiuto, nel mediare le relazioni tra accumulatore e vari operatori coinvolti. La loro posizione è spesso critica, soprattutto se condividono gli spazi con gli accumulatori.
Quale potrebbe essere invece il ruolo delle associazioni animaliste e dei cittadini in generale?
Nell’era dei social network è facile trovare pagine e bacheche invase da annunci riguardanti animali in difficoltà, condivisibili con un click. Ciò porta a stalli e staffette che fanno viaggiare animali da una parte all’altra dell’Italia. Se pur con intenzioni benevole e con tanti lieti fine, questo meccanismo produce un aumento del comportamento di accumulo in questi soggetti, sia direttamente tramite la risposta ad annunci e la presa in carico, sia indirettamente per gli affidi finiti male che poi finiscono all’accumulatore di zona.
Inoltre la categoria di hoarder descritti da Patronek, Loar e Nathanson) come “sfruttatori” possano speculare sul traffico di animali mascherato da azioni di volontariato, il tutto a discapito degli animali sottoposti a viaggi della speranza, staffette e condizioni di vita non adeguate alle loro necessità.
Certamente occorrerebbero maggiori controlli, affidi nel territorio, un numero limitato di animali da poter prendere in carico con determinati parametri sul piano dell’igiene, delle cure e degli ambienti necessari".

mercoledì 16 agosto 2017

Dopo Daniza, morte annunciata anche per KJ2. Cresce l'indignazione


Con il progetto Life Ursus è stato riportato l'orso in Trentino a metà degli anni '90 dal Parco Naturale Adamello-Brenta avvallato successivamente dalla Provincia autonoma di Trento e dall'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica,nonché finanziato dall'Unione Europea. I primi esemplari vennerointrodotti in Trentino nel 1999 e furono Masun e Kirka,catturati nelleriserve della Slovenia. Nel 2002 gli orsi complessivi erano arrivati adieci. Il Trentino, grazie alla presenza dell'orso inserito tra leproprie montagne, trae notevoli benefici sotto l'aspetto dell'immagine richiamando il turismo. Attualmente gli orsi presenti in Trentino sono 48 e 13 sono le cucciolate in particolare sulla Paganella, Bondone e Valle dei Laghi.

Con la soppressione dell'Orsa KJ2 cresce l'indignazione tra le associazioni animaliste che annunciano denunce alla Procura e alla Unione Europea chiedendo diboicottare il Trentino.
Dopo la morte di Daniza, l'orsa ricercata per aver ferito un cercatore di funghi e non sopravvissuta alla  telenarcosi utilizzata per catturarla a settembre del 2014, l'altra morte annunciata è stata quella di KJ2 colpevole  per aver difeso se stessa e suoi i cuccioli e pertanto condannata a morte il 12 agosto 2017 per aver ferito un uomo che passeggiava nel bosco. Entrambe non hanno ucciso nessuno, si sono comportate come un Orso alle prese con ricerca di cibo, ansioso per il letargo, per i cuccioli da sfamare e bisognoso di difendersi dall'attacco dell'uomo.

Le Associazioni Animaliste hanno espresso le loro indignazioni in questo articolo:

 (Fonte: http://www.quotidiano.net/benessere/animali/animali-orsa-uccisa-1.3330489)

Cresce l'indignazione tra le associazioni animaliste ma non solo. Annunciate denunce alla Procura ma anche all'Europa e c'è chi spinge per boicottare il Trentino. "Una vergogna per l'Italia tutta"



Era stato deciso. L'abbattimento dell'orsa KJ2 in Trentino era annunciato, preventivato, pianificato. L'animale era stato catturato nei giorni scorsi e munito di radiocollare. In questo modo era possibile seguirne gli spostamenti passo passo. Quando il test del Dna, ripetuto più volte, ha sciolto i dubbi è stato dato mandato ai fucili. E l'esecuzione si è compiuta, senza peraltro chiarire se l'orsa fosse in compagnia di piccoli destinati, così, ad un futuro sicuramente incerto. Ecco perché tanta indignazione, una ribellione che sale e attraversa le sigle animaliste per coinvolgere la gente comune. Possibile che non ci fosse alternativa? Possibile che non fosse doveroso attendere il pronunciamento del Tar a cui molte sigle si erano rivolte perché persuase della non legittimità dell'ordinanza del presidente della provincia autonoma di Trento? La discussione è destinata ad andare avanti ma chi non muoverà più una zampa è la povera orsa che non ha fatto altro che fare il suo mestiere, cioè l'orsa, come testimoniato da illustri etologi.

Ma nulla è servito e adesso non resta che la rabbia, l'annuncio di denunce, la richiesta di intervento dell'Europa che gli orsi li protegge, la decisione di abbandonare il Trentino per sempre come meta di vacanze e viaggi. Ognuno a modo suo cerca di capire come opporsi a questa violenza cieca che porta solo disonore sul nostro Paese e fa invocare interventi, anche da parte del governo, cheanche questa volta non sono arrivati. Il ministro dell'Ambiente, il presidente del Consiglio. Forse Kj2 non è questione prioritaria, a Roma. Ma la vita, ogni vita, dovrebbe esserlo per chi si prende il compito di gestire la cosa pubblica.

ENPA - "E' un vero e proprio delitto, un crimine contro gli animali, la natura, la biodiversità e in spregio ai milioni di cittadini italiani che hanno chiesto di lasciare in pace l'orsa - attaca l'Enpa - per chiarire le dinamiche dell'incidente in cui l'orsa sembra essere stata vittima di una aggressione e trovaresoluzioni alternative alla troppo facile deriva dell'abbattimento". Enpa, Ente Nazionale per la Protezione degli Animali, lancia anche una sorta di campagna di boicottaggio nei confronti del Trentino e della sua economia. "La Provincia di Trento - dice la nota Enpa - ha preferito non ascoltare nessuno, e ha di fatto autorizzato una caccia all'orsa, per mera vendetta o per altre incomprensibili finalità". Nella storia del nostro Paese "è stato toccato il punto più basso sulla tutela degli animali, una sconfitta per il mondo scientifico e politico, totalmente incapace e sordo, o spinto da altri interessi nel promuovere le uccisioni di animali che in Trentino sono ostaggio di politiche cruente e crudeli, finanziate anche cospicuamente dalle tasse dei contribuenti italiani, che pagano profumatamente politici senza competenze e capacità di soluzioni. Tanto basta - dice ancora l'Enpa - perché i cittadini decidano di non recarsi più in Trentino nè acquistare alcun prodotto di quella terra, avvelenata  dall'intolleranza verso gli animali e dalla malapolitica".

MOVIMENTO ANIMALISTA - "Non è bastato, nel 2014, il caso dell`orsa Daniza, uccisa dall`anestesia mentre tentavano dicatturarla. Nonostante gli appelli, gli avvertimenti, gli ammonimenti, i ricorsi, l`amministrazione provinciale di Trento ancora una volta ha dato prova di prepotenza e crudeltà, dichiarando e portando fino in fondo una guerra all`orsa KJ2 terminata, come purtroppo avevamo previsto, con la morte dell`animale". Lo ha dichiarato la parlamentare Fi Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista. "Va da sé - prosegue l`ex ministro - che invocheremo chiarezza in tutte le sedi, politiche e giudiziarie, e non cesseremo di farlo finché non sapremo tutto quello che c`è da sapere, finché non saranno individuati i responsabili, finché i responsabili non pagheranno.  
Nulla, però, potrà restituire la vita a KJ2,  rea di essere se stessa, un animale selvatico che reagisce alle "offese" dell`uomo con le unghie e con i denti. La responsabilità di questa morte ricade interamente su chi l`ha voluta e preordinata, ben sapendo che non era necessaria". "L`unica speranza in questa brutta vicenda - ha fatto eco Rinaldo Sidoli, del Movimento animalista - è che infiammi l`opinione pubblica, che porti l`indignazione al punto giusto, quanto serva finalmente a porre fine all`assurda persecuzione dichiarata in questo paese contro tutti gli animali selvatici (si caccerà perfino dopo incendi e siccità) e soprattutto contro i grandi carnivori, lupo e orso. Il Movimento animalista è e sarà in prima linea sempre, per difendere il nostro patrimonio naturale contro la miopia, la grettezza,l`avidità di chi non solo non lo rispetta ma ne vuole fare strame".

GAIA ANIMALI AMBIENTE"- Valutiamo l'opportunità di perseguire la Provincia Autonoma penalmente, fino ai massimi gradi di giudizio, per maltrattamento e uccisione ingiustificata di animale selvatico particolarmente protetto". Lo scrive in una nota la onlus Gaia Animali e Ambiente, che nei giorni scorsi aveva depositato un ricorso al Tar di Trento contro l'ordinanza di cattura e uccisione dell'orsa KJ2 assieme alle altre organizzazioni aminaliste Oipa, Lac, Lida, Salviamo gli orsi della luna e Animal Amnesty. Un altro ricorso era stato presentato da Lega del Cane con 7 associazioni unite per provare a salvare Kj2.
"E' mancata un'accurata istruttoria dell'accadimento dei fatti", sostengono le associazioni, secondo cui "per predisporre l'ordinanza si è tenuto conto solo della versione del malcapitato escursionista locale.
Da successive indagini, più accurate, è emerso che l'orsa ha ricevuto una bastonata in capo e secondo il coordinatore del Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento dott. Claudio Groff 'un'orsa che aggredisce un uomo per difendere i propri cuccioli non ha un comportamento aberrante o contro natura'. Secondo il presidente di Gaia, Edgar Meyer, "il comportamento tenuto dall'orsa non poteva essere definito di per se' aggressivo perché occorreva verificare tutti i dati fattuali ai fini di una corretta istruttoria per ricostruire la dinamica dell'episodio. L'orsa non ha attaccato senza essere provocata.

OIPA - L'ordinanza di abbattimento si è basata su una ricostruzione dei fatti errata e superficiale". "A pochi giorni dal ricorso al TAR presentato contro l'ordinanza di cattura di KJ2, gli incaricati dalla Provincia Autonoma di Trento hanno trovato l'orsa, definita pericolosa senza nessun riscontro oggettivo, e l'hanno abbattuta. Inutile dire quanto ci possiamo sentire sgomenti e frustrati di fronte alla seconda morte di un orso senza nessuna colpa a causa dell'incapacità e inadeguatezza di un ente pubblico che ha ricevuto ingenti finanziamenti europei per salvaguardare i plantigradi, ma non fa altro che rendersi responsabile della loro morte". Lo scrive l'Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali.

LAV - La notizia dell'abbattimento dell'orsa KJ2 «ci lascia sconvolti. Si tratta di un verdetto di condanna vergognoso, una sentenza senza processo, emesso sulla spinta emotiva e irrazionale diun'amministrazione provinciale che vuole pieno diritto di vita e di morte sugli orsi e dove la possibilità di cattura era solamente un alibi  per nascondere una chiara intenzione». Lo dice la LAV Trentino. «Gli orsi - sottolinea la LAV -, una volta reintrodotti in Trentino dalla Provincia stessa, dapprima hanno costituito un vanto con tanto di pubblicità luccicante per attirare turisti curiosi, poi sono divenuti un nemico da far fuori non appena il naturale comportamento si fosse manifestato. Da Daniza a oggi non c'è stata una gestione veramente attiva e risolutiva in materia di corretta convivenza con questi animali. Non vi è stata un'educazione alla convivenza e al rispetto reciproco.
Dopo l'uccisione camuffata di Daniza, catturata il 10 settembre 2014 con un anestetico dall'effetto letale, e l'ergastolo per altri suoi  consimili, l'assassinio di KJ2 è un presa di posizione diretta contro gli animali e contro l'ambiente e una chiara espressione dell'incapacità della Provincia di Trento di gestire il piano di salvaguardia dell'orso bruno». Così conclude la nota della LAV.

MANUELA REPETTI - "Sono indignata, persino inorridita di fronte alla notizia dell'uccisione di un'orsa in Trentino. Un'orsa rea di aver aggredito un uomo, salvo omettere che l'uomo era rimasto illeso. L'orsa avrebbe potuto fare del male ma, essendo un animale saggio, aveva deciso solo di avvertire l'uomo, anche se in modo non proprio gentile". Lo afferma in una nota Manuela Repetti del Gruppo misto.

AIDAA - "Lo avevamo scritto in un comunicato nei giorni scorsi che eravamo preoccupati per la vita dell'orsa KJ2 e purtroppo puntualmente quello che avevamo pensato si è avverato gli assassini hanno colpito ancora e ieri sera hanno ucciso KJ2 l'orsa che rappresentava a loro dire un pericolo per la comunità umana. AIDAA da subito sospende tutte le attività associative in segno di lutto per quanto accaduto ed invita tutti gli italiani al boicottare da subito i prodotti trentini, ed a disdire le vacanze o i soggiorni programmati nella provincia autonoma di Trento. A livello legale AIDAA domani stesso annuncerà le iniziative che intende mettere in pratica per contrastare questo fenomeno assurdo dell'abbattimento degli orsi (e in prospettiva dei lupi) e per far condannare a livello europeo le attività assassine messe in pratica con i decreti del presidente Ugo Rossi". Così riferisce la nota dell'associazione. Durissimo i commento del presidente AIDAA Lorenzo Croce: "Ce lo aspettavamo e non hanno mancato di compiere l'ennesimo barbaro inutile omicidio, chi ha ordinato questo omicidio dell'orsa non è un uomo è un barbaro, comunque legalmente parlando l'uccisione di KJ2 non resterà impunita da subito via al boicottaggio e poi tutte le pratiche utili per fermare legalmente e isolare la mano assassina di animali di Ugo Rossi per il quale chiederemo anche la condanna del Parlamento Europeo".

M5S - «Come già verificato con l'orsa Daniza, la scelta di uccidere l'orsa KJ2 palesa una grossolana incapacità e chiarisce al mondo che la Provincia Autonoma di Trento non è in grado di gestire positivamente il progetto di ripopolamento tanto decantato negli anni. L'inadeguatezza della Provincia è riuscita a trasformare una risorsa in un problema, la cui unica soluzione è l'eliminazione fisica». Lo dice il consigliere provinciale M5S Filippo Degasperi. «Di fronte all'ennesimo episodio vergognoso - afferma Degasperi nella sua nota - chiediamo che la protezione dell'animale sia trasferita al Ministero. Al di fuori della propaganda e del marketing, la realtà è palese a tutti:l'inesperienza dell'attuale maggioranza ci ha fatto regredire a 100 anni fa, quando l'orso veniva schioppettato senza tanti complimenti. Sorprende che a questo atto folle si sia prestato il Corpo Forestale che la fauna dovrebbe difenderla, anche dai politici incompetenti».

PAOLO BERNINI DEI CINQUE STELLE - "Presenteremo un esposto alla corte dei conti dell'UE per sapere se uccidere le orse riproduttive sia uno degli obiettivi del progetto finanziato per oltre 8 milioni di euro. La domanda è retorica. Presenteremo anche un esposto alla Procura, avocando il caso in altra sede giudiziaria, in considerazione delle possibili ingerenze presso la Procura locale." E' quanto dichiara il portavoce parlamentare del M5S Paolo Bernini, che prosegue:" Con questo ennesimo gesto vile e consentito da un governo che ha dimostrato con i fatti e i dati di essere il peggiore della storia, contro l'ambiente e gli animali tutti, si  aggiunge un ennesimo esempio del fallimento della politica di tutela della biodiversità del nostro Paese. Ed, ovviamente, proprio in questoperiodo, esattamente come per il caso di Daniza".
 "In Trentino c'è il Far West e non è consentito agli animali di comportarsi come tali, la provincia prende fondi per la reintroduzione, ma usa poteri non suoi con leggerezza ed il Governo glielo consente. Non resta altro che iniziare seriamente una campagna di boicottaggio del Trentino e di tutti i suoi prodotti, e far sapere, in tutto il mondo che in Italia gli orsi e gli altri animali si uccidono, anziché valorizzare la loro presenza.
È il segnale che l'umanità è finita e lo Stato è inadeguato ed inutile e deve essere invaso da persone che lavorino con serietà, competenza e professionalità" conclude Paolo Bernini.

CENTOPERCENTOANIMALISTI - "Non abbiamo dimenticato (al contrario del resto del mondo animalista) Daniza, l’ultimo blitz in suo favore risale al Taliercio di Mestre nel giugno scorso, in occasione della finale di Basket e vittoria Del Venezia nei confronti di Trento" riporta una nota di Centopercentoanimalisti."Noi di Centopercentoanimalisti non dimenticheremo l’ultima ennesima vittima",promette l'organizzazione padovana che proclama l'avvio di una campagna a suon di manifestazioni inaspettate e veloci contro il Trentino.

LNDC - "L’ordinanza prevedeva la cattura o l’abbattimento del plantigrado, ma è evidente come si sia scelta quella che per alcuni uomini è sempre la strada più semplice: l’uccisione. Il provvedimento emesso da Rossi era già di per sé sbagliato e questo tragico epilogo è assolutamente inaccettabile. LNDC si è appellata al TAR per bloccare questa decisione scellerata ma purtroppo la malvagità umana ha vinto sui tempi della burocrazia", così la nota di Lega nazionale per la difesa del cane.
Piera Rosati, presidente LNDC, esprime tutta la propria amarezza in questa dichiarazione: “Kj2, come Daniza, è morta per mano delle istituzioni, entrambe vittime del progetto Life Ursus. Ed anche in questo caso siamo di fronte ad un animalicidio in pieno regola. Incuranti del ricorso presentato da LNDC e da altre associazioni – insieme alle centinaia di migliaia di cittadini che si sono schierati a difesa dell’orsa – le autorità della Provincia autonoma di Trento sono andate avanti per la loro strada e hanno ucciso Kj2, colpevole solo di essersi difesa.  Oltre alla Provincia di Trento, considero responsabili di questa morte gli amministratori locali e tutta la politica che ha urlato a gran voce e senza vergogna l’abbattimento.”  “Inoltre – continua Rosati – mi chiedo quale ruolo abbia giocato il ministero dell'Ambiente in questa vicendavisto che per l’ennesima volta si è dimostrato incapace di tutelare gli animali. Il presidente Rossi deve rassegnare le dimissioni per incapacità e incompetenza manifesta. La provincia di Trento, ancora una volta, si è mostrata irresponsabile e priva di etica,  e ha dimostrato tutta la propria inettitudine gestionale nel progetto Life Ursus. Un progetto che, oltre a seminare sangue e dolore, è stato finalizzato soprattutto a percepire i lauti introiti elargiti dall’Unione Europea.”  “La morte di Kj2 per me, per LNDC e per tutti i cittadini italiani, segna l’inizio di una battaglia che porteremo avanti con tutte le forze disponibili e attraverso tutte le azioni legali possibili da intraprendere anche a livello europeo”,conclude Rosati.

WWF -  "Non può essere l'orsa a pagare con la vita errori umani. Avevamo diffidato la Provincia a procedere con l'abbattimento, perché inutile e senza ritorno, ma evidentemente le pressioni politiche sono state più forti del buon senso". Lo afferma Dante Caserta, vicepresidente Wwf. Per Caserta, "è singolare che, sebbene l'orsa fosse stata individuata già da tempo, l'abbattimento sia avvenuto proprio nella notte del weekend di Ferragosto, quando gran parte delle persone sono in vacanza e l'attenzione mediatica è al minimo". Il Wwf, si legge in una nota, "aveva già segnalato come la presenza ricorrente di cani senza guinzaglio nella zona dell'attacco fosse con tutta probabilità alla base dell'episodio. Se le autoritàcompetenti non lavorano per eliminare le cause che portano ad episodi spiacevoli, a farne le spese saranno sempre gli orsi, e questo non è accettabile". Il Wwf "valuterà nei prossimi giorni come procedere sul piano legale, e intanto convoca per fine settembre gli Stati Generali dell'Orso in Italia, perché gli ultimi episodi hanno messo in luce come sia indispensabile ed improcrastinabile un netto salto di qualità nella gestione del plantigrado, ancora sull'orlo dell'estinzione, su tutto il territorio nazionale".

NOITA - Il durissimo commento del presidente nazionale del NOITA, Enrico Rizzi: "Non  ho mai visto in vita mia un popolo così insensibile, incivile e barbaro. Non ho mai visto in un uomo tanta becera ignoranza come quella dimostrata ad oggi dal peggior presidente di una provincia italiana e che porta il nome di Ugo Rossi, purtroppo pagato da tutti i cittadiniitaliani. Denuncerò alla Procura di Trento lo stesso Presidente per il reato di uccisione di animali senza necessità, punito dall'art. 544-bis
del codice penale. Va infatti richiamato l'art. 54 del codice penale poiché l'uccisione o la crudeltà verso un animale risulta giustificata dall'esigenza di evitare un "pericolo imminente", e non è proprio il nostro caso. Il Trentino Alto Adige deve uscire al più presto dall'Italia che non vuole essere rappresentata da assassini. Avvierò, assieme ai colleghi del Partito Animalista Europeo, un'immediata campagna di boicottaggio della regione e di tutto ciò che la rappresenta".

CAART - "L'Italia non è un paese per animali. La coscienza del rispetto per la natura ed i suoi abitanti, gli animali selvatici, non esiste da noi.  Si deportano animali da altri habitat, le nutrie, i cinghiali alloctoni, i mufloni dell'Elba, tutti condannati, tutti da abbattere. Gli orsi del Trentino sono stati introdotti a seguito del progetto Life Ursus finanziato coi soldi europei e con le tasse degli italiani. Questo è il motivo fondamentale". Lo dice Stefano Corbizi del Caart, Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana. "Infatti gli orsi sono animali impegnativi, con caratteristiche precise, i trentini non hanno saputo gestire questo progetto, non hanno contemporaneamente insegnato i meccanismi e gli accorgimenti per una pacifica convivenza in un territorio sempre più stretto e disboscato dai campi da sci. Se gli orsi reagiscono anche solo per difendere la prole da turisti sprovveduti vengono brutalmente uccisi. Toccò all'orsa Daniza che proteggeva i suoi due piccoli, anch'essi morti, l'opinione pubblica reagì con emozione e dispiacere. Ora l'orsa Kj2 è stata abbattuta perché considerata pericolosa su ordine del Governatore Ugo Rossi, un politico dal pugno duro e da scarsa volontà di dialogo", critica Corbizi.
Le associazioni animaliste del Caart, Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana, alcune delle quali, come Enpa, Lida, Oipa,avevano impugnato la decisione di abbattimento e avevano raccolto firme a riprova dell'interesse di molti italiani per la sorte degli orsi "nonostante la triste sigla con cui vengono identificati, hanno appreso con raccapriccio e indignazione dell'uccisione dell'orsa Kj2. Un ripetuto delitto verso la natura, gli animali, la biodiversità. L'unica inevitabile conseguenza da parte di noi cittadini sarà dunque quella di non recarci più in Trentino, di boicottare i prodotti trentini, di non avvallare mai più con la nostra presenza questa malapolitica e questo odio ingiusto e totale verso la natura", conclude la nota.

LUANA ZANELLA DEI VERDI - "Denunceremo il Presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi,  per l'uccisione dell'Orsa KJ2,visto che si è constatato che l'animale era ricercato solo per aver risposto all'aggressione di un uomo con il suo cane il 22 luglio" Scrive in una nota Luana Zanella, esponente dell'Esecutivo dei Verdi, che spiega: "Infatti, ai sensi dell'articolo 544bis del CP 'Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni.'. Crediamo che nel nostro Paese debba diventare prioritario la difesa dei diritti degli animali e noi Verdi ci batteremo nel prossimo Parlamento per togliere la licenza di uccidere altri esseri viventi dalle mani dell'uomo." "La battaglia comincerà a settembre - conclude la Zanella - con la raccolta di firme sulla nostra proposta di legge per abolire la caccia e proibire l'uccisione di animali protetti, ai sensi della direttiva comunitariaHabitat."

LEGAMBIENTE - "Non può essere l'orso a pagare l'incoerenza delle istituzioni che dovrebbero tutelare questa specie particolarmente protetta da leggi nazionali, direttive comunitarie e convenzioni internazionali". Cosi' Stefano Ciafani, direttore nazionale Legambiente, il quale si attende ora "che si faccia piena luce sulla vicenda consapevoli che da oggi il nostro paese è più povero, non solo perché è stato abbattuto un esemplare di orso bruno alpino, ma perché in Trentino non siamo stati capaci di mettere in atto una strategia per la coesistenza con gli animali selvatici nonostante le nostre esperienze di conservazione della natura siano tra le più importanti in ambito europeo. Ripartire da questi successi ed evitare gravi errori come nel caso dell'orsa Kj2", conclude Ciafani, "è impegnodi tutti anche di chi oggi ha compiuto un gesto sbagliato".